Coinvolgimento e partecipazione attiva nei Contratti di Fiume

risorse idriche

L6WP2, 27 gennaio 2021. Coinvolgimento e partecipazione dei portatori d’interesse. Approcci, metodi e strumenti per i processi di Contratto di Fiume.

L’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume ha realizzato una pubblicazione centrata sulle tecniche e metodologie della partecipazione attiva da mettere in campo durante le diverse fasi di un Contratto di Fiume (CdF). Una “cassetta degli attrezzi” a disposizione delle pubbliche amministrazioni, associazioni, imprese e comunità locali interessate ai CdF e ai processi partecipati in generale.

Le sfide globali della qualità e quantità delle risorse idriche, del dissesto idrogeologico, aggravate dai cambianti climatici, ci impongono una riflessione su nuovi modelli di gestione e di governance che possano favorire una maggiore diffusione di forme di ascolto e partecipazione alle scelte, accanto ad una sempre più ampia responsabilizzazione.

In questa ottica la partecipazione attiva è sicuramente un elemento necessario al fine di perseguire nuovi approcci e ottenere miglioramenti duraturi nella gestione di questioni ambientali, quali, ad esempio, la risorsa idrica.

A livello comunitario, la Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE) prevede ed incentiva la partecipazione in tema di gestione dell’acqua, introducendo precise prescrizioni per favorire l’informazione e la consultazione pubblica, per incrementare la consapevolezza sulle questioni dell’uso sostenibile della risorsa idrica, per stimolare l’adesione, l’impegno e il sostegno del pubblico nella fase di elaborazione e attuazione dei piani di gestione dei bacini idrografici, nonché per diminuire contestazioni, incomprensioni e ritardi.

La pubblicazione “Coinvolgimento e partecipazione dei portatori d’interesse. Approcci, metodi e strumenti per i processi di Contratto di Fiume”, curata dall’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume, affronta proprio il tema del coinvolgimento e della partecipazione dei portatori d’interesse.

I Contratti di Fiume (CdF), in quanto strumenti volontari di programmazione strategica negoziata volti alla riqualificazione dei bacini e sottobacini idrografici, fondano le proprie basi su processi partecipativi al fine di facilitare il dialogo tra istituzioni e soggetti che operano nel territorio, incentivando il sostegno e la responsabilità nelle azioni che si intendono perseguire e favorendo una maggiore consapevolezza del pubblico sul valore del bene acqua e degli ecosistemi acquatici. I CdF funzionano se si parte dal presupposto che il miglioramento della qualità dei beni comuni e pubblici possa creare benefici per l’intera comunità, mentre il loro deterioramento può penalizzare tutti.

Una buona governance, basata su processi partecipati, può creare le condizioni per una gestione più efficace e condivisa di fiumi, laghi e coste. La partecipazione pubblica concorre, infatti, al miglioramento dei processi decisionali e, qualora necessario, può contribuire a integrare e riorientare la pianificazione locale in conformità con gli obiettivi delle normative ambientali.

La partecipazione ha le sue regole, tecniche e metodologie che ne consentono uno sviluppo trasparente. La pubblicazione, composta di quattro capitoli e di un’appendice, illustra esempi di tecniche di analisi dei portatori d’interesse e di partecipazione, con un focus particolare sui processi di CdF, fornendo indirizzi generali sugli strumenti e le metodologie che possono essere adottate al fine di promuovere e gestire le fasi di coinvolgimento e di partecipazione. Una sorta di “cassetta degli attrezzi” utile per tutti coloro che sono interessati ai CdF e ai processi partecipati.

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