Consulta delle istituzioni: formazione e organizzazione dei Contratti di Fiume

Linea 6 - WP2
Data: 12 Dicembre 2019

Luogo: Roma, Auditorium del MATTM

L6 - Rafforzamento della politica integrata delle risorse idriche

WP2 - Gestione integrata e partecipata dei bacini/sottobacini idrografici


Consulta delle istituzioni. Partecipazione, multidisciplinarietà, formazione e organizzazione dei Contratti di Fiume, queste le tematiche della quarta Consulta delle Istituzioni.

Il 12 dicembre si è svolto a Roma presso la sala Maurizio Santoloci del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare il quarto incontro della Consulta delle Istituzioni dell’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume (ONCdF), una occasione di confronto durante la quale sono stati approfonditi i risultati delle attività di formazione in materia di Contratti di Fiume realizzate fino ad oggi presso le regioni ed è stato presentato il documento tecnico “Struttura Organizzativa dei Contratti di Fiume”.

All’incontro, aperto da Gabriela Scanu, coordinatore del Comitato di Indirizzo dell’ONCdF, ha preso parte anche il Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare On. Roberto Morassut, che ha evidenziato l’importanza dei Contratti di Fiume quali strumenti partecipati per la gestione dei bacini e dei sottobacini idrici. È proprio il tema della partecipazione e della concertazione territoriale, l’aspetto su cui il Sottosegretario ha puntato maggiormente l’attenzione, sottolineandone la complessità ma, allo stesso tempo, evidenziandone l’efficacia per arrivare a soluzioni condivise che superino la logica settoriale, anche in un’ottica di multidisciplinarietà e integrazione di saperi quali carte importanti per le politiche ambientali.

Temi evidenziati anche da Meuccio Berselli, Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che riportando il caso del fiume Enza, ha messo in luce come le comunità fluviali del territorio, grazie ad un dialogo partecipato, siano riuscite ad esplorare nuove alternative di gestione dei rischi legati al corpo idrico. Non creazione di opere quali argini e muri ma interventi di riqualificazione ambientale e sensibilizzazione della popolazione rispetto al tema del rischio, superando, così, le logiche di interventi meramente tecnici ed ingegneristici a favore di approcci integrati che possano individuare soluzioni innovative in grado di ridare vita ai nostri fiumi.

I Contratti di Fiume sono stati presentati anche come efficaci strumenti per veicolare e implementare politiche come quelle relative alla riduzione della plastica nei corpi idrici a supporto di quanto previsto nel decreto Salvamare che, tra le varie azioni, cerca di incentivare campagne volontarie di pulizia e di sensibilizzare la collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi, rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi e nei fiumi.

L’Onorevole Morassut, ribadendo l’importanza di politiche che favoriscano l’integrazione di saperi e la partecipazione delle comunità, ha concluso il suo intervento auspicando ad una proficua collaborazione con l’Osservatorio.

Anche Paolo Angelini, capo delegazione per l’Italia nella Convenzione delle Alpi, introducendo i principi generali e le finalità della Convenzione, ha spiegato come la sua peculiarità risieda proprio nell'approccio sinergico delle diverse materie trattate, sottolineando il particolare interesse per lo strumento CdF al fine di una gestione integrata e sostenibile dell'acqua e richiamando la positiva esperienza transfrontaliera della Valle del Roja tra Italia e Francia.

La giornata dei lavori è continuata poi con una discussione sulla struttura organizzativa dei CdF che ha visto i rappresentanti delle Autorità di Bacino Distrettuale, delle regioni, delle province autonome, di ISPRA ed ANCI confrontarsi sui diversi modelli applicati ed in essere nei territori, come quelli dei Piani Integrati di Gestione della Provincia Autonoma di Bolzano e i modelli di processi di CdF dell’Emilia Romagna, favorendo un ricco scambio di pratiche e esperienze tra tutti i presenti.

Sono state infine presentate le prossime attività formative rivolte alle regioni, con un focus particolare sugli affiancamenti on the job, iniziative che mirano a rafforzare le capacità degli uffici regionali in materia di CdF.

 

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